FARE I CONTI CON LA PANDEMIA E GUARDARE AL “DOPO”

L’ECONOMIA DEL PORTOGRUARESE:
FARE I CONTI CON LA PANDEMIA E GUARDARE AL “DOPO”

Il Portogruarese è chiamato in questi mesi a fare i conti con la pesante situazione determinata dalla pandemia, ma anche a definire quali saranno gli scenari del dopo-emergenza.
I numeri relativi agli undici Comuni del comprensorio – desunti dai dati della Camera di Commercio – evidenziano come la frenata dovuta al Covid abbia lasciato il segno sul tessuto produttivo del territorio, penalizzando le attività artigianali (2352 nel 2020 a fronte delle 2361 dei 12 mesi precedenti), le imprese giovanili (ce n’erano 553 attive nel 2019, si riducono a 545 nel 2020) ed in maniera particolarmente pesante quelle a conduzione femminile (35 in meno da un anno all’altro: 1836 contro 1871).
Anche da un punto di vista dell’occupazione l’impatto negativo è stato considerevole, per quanto i dati del 2020 rispetto al 2019 forniscano un’immagine “deformata” dovuta al blocco dei licenziamenti ed agli interventi di sostegno. Basti pensare che – come documenta Veneto Lavoro – mentre nel 2019 il saldo occupazionale era a +355 con un totale di assunzioni di 22.950 unità, nel 2020 il saldo positivo cala a +185, come diminuisce a 17.690 unità il totale degli assunti.

Pur con dinamiche ed intensità diverse sono stati colpiti indistintamente tutti i comparti produttivi: dalle costruzioni al manifatturiero, dai servizi alla persona al trasporto merci, dal turismo alla cultura, fino al commercio.
A partire dal secondo semestre del 2020 è in atto una ripresa economica che sta dando i primi frutti già in questo 2021, anche se i risultati migliori si vedranno nel 2022.
Una ripartenza che rischia, però, di subire una battuta d’arresto a causa del crescente aumento dei prezzi delle materie prime e della quasi impossibilità di reperire materie prime e materiali in genere, in particolare nelle costruzioni e nel manifatturiero, oltre alla difficoltà per le imprese di reperire manodopera nel mercato del lavoro.
Stiamo vivendo ancora una fase delicata e sicuramente problematica frutto, essenzialmente, dell’incertezza sull’andamento futuro della pandemia, che va fronteggiata sostanzialmente su due livelli.

In primo luogo, non c’è alcun dubbio, in particolare per i settori maggiormente colpiti, vanno messi in atto tutti i necessari interventi di sostegno alle imprese per creare nuove opportunità di lavoro, per ridurre i costi fissi, per garantire la liquidità, per favorire l’accesso al credito, per ridurre l’impatto fiscale, ecc. e di sostegno al reddito dei lavoratori.
Ma è anche molto importante avere uno sguardo sul futuro su quello che dovrà essere il tempo della ripresa una volta superata la crisi, consapevoli che questa durissima prova cambierà per sempre il modo di fare impresa, in particolare per le piccole realtà.
Su questo terreno sarà doveroso esprimere delle progettualità forti, in grado di avere un impatto economico rapido e deciso sull’area. Attrarre le risorse necessarie (quelle del Recovery Fund, ma anche i fondi della nuova programmazione UE 2021-2027) ed investirle efficacemente sulle tematiche che riteniamo strategiche per lo sviluppo economico della Venezia Orientale per gli anni a venire: digitalizzazione e innovazione tecnologica, transizione ecologica, energia e sostenibilità ambientale, turismo, giovani, inclusione sociale, parità di genere.
Come CNA, nell’ambito del nuovo documento progettuale dell’Intesa Programmatica d’Area della Venezia Orientale, abbiamo voluto contribuire a questo impegno per il futuro con tre progetti: uno sulla formazione delle eccellenze giovanili, in connessione con le esigenze del nostro tessuto produttivo, che contrasti il fenomeno della migrazione di neolaureati e neodiplomati verso altre regioni o verso l’estero; un altro che prospetta un’attività di monitoraggio per la riconversione di aree dismesse, allo scopo di attrarre investimenti, creare nuova economia e fonti di sviluppo; da ultimo l’elaborazione di itinerari turistici che valorizzino l’artigianato accanto alle peculiarità paesaggistiche, enogastronomiche e culturali del comprensorio, sfruttando le potenzialità economiche di un turismo “lento” ed esperienziale.
La speranza è che questi progetti insieme a molti altri, espressioni dell’intero mondo produttivo e delle Amministrazioni locali, ci consentano di uscire dallo stallo e ci diano solidi argomenti per guardare avanti con fiducia.

Loris Pancino
Direttore Cna mandamentale di Portogruaro