Ci sono manifestazioni che raccontano un territorio più di qualsiasi numero: la Fiera nazionale dell’agricoltura di Santo Stefano, che da secoli accompagna le genti di Concordia e del Veneto orientale, è una di queste.
Alla sua 47a edizione, questa rassegna è un’eccezionale vetrina per il comparto agricolo, luogo di incontro in cui si intrecciano memoria e identità, ma al contempo dove si dimostra la capacità della nostra terra di innovare per confrontarsi con le nuove sfide.
Il Veneto è una delle principali regioni agricole d’Europa non soltanto per i suoi risultati economici ma anche per la capacità delle sue imprese di evolversi. È questa la lezione che emerge anche dalla storia della Fiera di Santo Stefano: innovare non significa cancellare ciò che siamo, ma partire dalla consapevolezza della nostra identità.
Non è un caso che il tema scelto per questa edizione richiami proprio il concetto di identità. Un’identità che non appartiene soltanto al passato, ma che continua a generare valore attraverso le produzioni agricole, le filiere agroalimentari, il paesaggio rurale e le tradizioni che rendono unico questo territorio. Le produzioni tipiche, le rievocazioni storiche e il richiamo alla Serenissima non sono semplici elementi folkloristici: rappresentano il racconto di una comunità che riconosce nella propria storia una risorsa per il presente.
Allo stesso tempo, la presenza di nuove tecnologie e di macchinari evoluti dimostra come il settore agricolo stia vivendo una fase di profonda trasformazione, consapevole che competitività e sostenibilità devono procedere insieme.
Desidero quindi ringraziare gli organizzatori, i volontari, gli espositori e tutte le realtà che rendono possibile questa manifestazione. La loro passione contribuisce a mantenere viva una tradizione che continua a rinnovarsi e a guardare avanti.
Dario Bond
Assessore Regionale all’Agricoltura
