COMUNICATO STAMPA
USO DEI DRONI TRA I CAMPI E GESTIONE DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO: TORNA LA FIERA NAZIONALE DELL’AGRICOLTURA A CONCORDIA SAGITTARIA (VE)
L’evento, in programma dal 31 luglio al 4 agosto 2026, riaccende i riflettori nazionali sulle principali sfide del comparto, in un momento con cui la categoria fa i conti con l’aumento dei costi per la produzione. Concordia Sagittaria è pronta ad accogliere espositori e visitatori da tutto il Nordest: in programma incontri e confronti. Il Presidente Burigatto: “La chiave di volta è la riscoperta della nostra identità”
Utilizzo dei droni per la gestione ad ampio raggio della colture, gestione dei cambiamenti climatici e, nel breve periodo, la stabilizzazione delle produzioni a fronte nei noti rincari. Parte da questi temi la 47esima edizione della Fiera Nazionale dell’Agricoltura di Santo Stefano, evento in programma, dal 31 luglio al 4 agosto, a Concordia Sagittaria. Questa mattina la presentazione ufficiale della kermesse. In programma ci sono cinque giornate tra esposizioni, rievocazioni storiche e sapori del territorio. Non mancheranno, come di consueto, eventi, spettacoli e momenti culturali che intrecciano il passato glorioso del territorio con lo sguardo rivolto al futuro dell’agricoltura.
I NUMERI
Diventata ufficialmente Fiera Nazionale nel 2022 grazie al riconoscimento della Regione del Veneto, la manifestazione è oggi uno degli appuntamenti più attesi nel panorama agricolo italiano. Oltre 40mila metri quadrati di area espositiva accoglieranno aziende agricole, produttori, artigiani, realtà tecnologiche e appassionati del mondo rurale. Previsto l’arrivo di un centinaio di espositori, provenienti in particolare dalle province di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza e dal vicino Friuli Venezia Giulia, presenti con macchinari, trattori di ultimissima generazione e droni.
«Il tema di quest’anno – commenta commenta il presidente della Fiera di Santo Stefano, Giancarlo Burigatto – è “L’identità che lascia l’impronta”. Una scelta che arriva con un messaggio preciso: l’agricoltura non è soltanto un comparto economico, ma una forza identitaria capace di plasmare territori e comunità. Il concetto di impronta, scelto come filo conduttore, si muove su più livelli. C’è il segno concreto che il lavoro agricolo lascia sulla terra. C’è il valore culturale e sociale che il settore trasmette di generazione in generazione. E c’è la volontà della Fiera stessa di essere qualcosa di più di un semplice evento, un momento capace di lasciare un segno tangibile nel percorso delle imprese e delle persone che vi partecipano».
La Fiera di Santo Stefano si conferma anche quest’anno un appuntamento capace di unire tradizione, agricoltura, cultura, comunità e valorizzazione del territorio, offrendo a cittadini e visitatori un programma ricco di occasioni di incontro e partecipazione.
«Oggi – spiega Denis Vendrametto, responsabile agricolo della Fiera di Santo Stefano – il comparto fa i conti con un aumento dei costi di produzione che va dal 50 al 100% a causa dei noti rincari dovuti alle tensioni internazionali. Ci sono quotazioni stabili al ribasso per prodotti come vino, mais, soia e frumento. Nonostante la difficoltà il settore continua a essere resiliente, mettendo letteralmente in campo innovazioni tecnologiche come l’utilizzo dei droni in agricoltura per ottimizzare le produzioni. Ci sono macchinari di ultimissima generazione che aiutano l’agricoltore nella gestione delle problematiche più frequenti: la vera sfida, però, è quella del meteo e della gestione dei cambiamenti climatici. Da qui passa il futuro di tutti i produttori».
«La Fiera Nazionale dell’Agricoltura – afferma il sindaco di Concordia Sagittaria, Claudio Odorico – è un evento molto importante che ha una storia millenaria e che si rinnova nel tempo. Quest’anno ci sono della novità importanti sul fronte delle specializzazioni del settore ma anche a livello di gestione complessiva degli eventi, nei giorni in cui si celebra il Santo Patrono di Concordia Sagittaria e della stessa Diocesi di Concordia -Pordenone. Tutta la comunità sente molto questo appuntamento, a cominciare dalle giovani generazioni. Le attività che si andranno a a fare – conclude il sindaco Claudio Odorico – servono a mantenere vivo il rapporto tra la cittadinanza e le realtà del territorio»
LA SFIDA
L’identità del territorio, il futuro dell’agricoltura e le specialità enogastronomiche saranno al centro dell’edizione 2026. Il tema dell’identità troverà uno dei suoi riferimenti più forti nel legame con la Repubblica della Serenissima attraverso esibizioni a cura dell’Associazione 16º Reggimento Treviso 1797 e grazie a Mariangela Flaborea con un’interessante visita guidata dove verranno ripercorse le ricchezze storiche e culturali che appartengono profondamente alla memoria del Veneto e del territorio concordiese. Accanto a questo sguardo sulle origini, la Fiera guarderà anche al futuro del comparto agricolo, con attenzione alle nuove tecnologie, all’evoluzione dei mezzi e alle soluzioni che stanno trasformando il lavoro nei campi. Infine non mancheranno i piatti tipici della tradizione rappresentati da sua maestà “la Polenta”.
IL PROGRAMMA
La Fiera di Santo Stefano 2026 di Concordia Sagittaria prenderà il via venerdì 31 luglio alle ore 19.00 con il tradizionale taglio del nastro e i saluti istituzionali. A seguire, è previsto l’intervento di Dario Bond, Assessore Regionale del Veneto all’Agricoltura, che porterà il proprio contributo all’apertura ufficiale della manifestazione. Il programma entrerà nel vivo sabato 1 agosto con una giornata ricca di appuntamenti. Nella mattinata spazio a “Trattori in Campo”, iniziativa a cura di Veneto Agricoltura e della Associazione Fiera di Santo Stefano dedicata al mondo agricolo, alle sue evoluzioni e all’utilizzo delle “Cover Crops”.
In serata, alle ore 19.00, partirà una visita guidata con un percorso dedicato alla Serenissima che porterà fino alla Loggia del Comune di Concordia Sagittaria. Qui andrà in scena lo spettacolo con quattro attori della compagnia teatrale “La Bottega”, seguito dall’Adunata con esercitazione militare. La serata sarà arricchita anche dalla “Festa dea Poenta”, dedicata alla tradizione della polenta bianca e gialla con piatti tipici, e si concluderà con la premiazione dello Chef Elia Calcinotto.
La serata di domenica 2 agosto darà voce ad alcune aziende di giovani agricoltori,
evento realizzato con la collaborazione di CIA, Coldiretti e Confagricoltura. Durante questo appuntamento interverrà anche la content creator Giulia Tonello, portando uno sguardo contemporaneo sul racconto dell’agricoltura e del territorio. Successivamente la serata proseguirà all’insegna della musica e del buon cibo.
Lunedì 3 agosto il programma continuerà con una conferenza che vedrà la partecipazione del Senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione della ricerca delle TEA (Tecnologie di Evoluzione Assistita) assieme ai tecnici del Crea. La manifestazione si concluderà martedì 4 agosto con una serata dedicata al territorio, organizzata insieme alle Pro Loco del Veneto Orientale e al Consorzio Vini Venezia. Sarà l’occasione per valorizzare identità locali, tradizioni, sapori e produzioni del territorio. Il gran finale sarà affidato allo spettacolo pirotecnico, che chiuderà ufficialmente l’edizione 2026 della Fiera di Santo Stefano.
LA STORIA
La Fiera di Santo Stefano ha origini antichissime, connesse con l’importanza economica e culturale rivestita dall’antica Iulia Concordia, una splendida e caratteristica colonia romana. Nel 1700, la Fiera Santo Stefano risulta regolarmente iscritta nel calendario della Serenissima, segno evidente di una già affermata popolarità, sempre cresciuta con gli anni. Da allora, la Fiera è sopravvissuta fino ai giorni nostri, con costanti rinnovamenti che le hanno consentito di rappresentare e consolidare la vera tradizione della cittadina del Lemene, del comprensorio e proiettandosi in questi ultimi anni a livello nazionale.
Portogruaro, 19 giugno 2026
Ufficio stampa Fiera di Santo Stefano
